Non solo ampolle

Le cerimonie leghiste, a metà tra il pagano e lo strapaesano, sono tradizionalmente considerate con sufficienza, non senza ragioni. Tuttavia anche attraverso queste forme ripetitive che alludono a una sorta di archetipo immaginario Umberto Bossi ha plasmato il suo rapporto con i militanti e oggi si trova a doverlo verificare nelle condizioni più difficili. Ha già fatto capire che non nutre la fiducia granitica che Silvio Berlusconi ostenta sulla possibilità di concludere la legislatura senza scosse.
19 AGO 20
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Bossi comunque sente l’insoddisfazione della sua gente, che è parte di un’insoddisfazione più generale e quindi il modo in cui reagirà dovrà essere considerato con attenzione. Trattare con faciloneria come si fa a destra o in modo snobistico, come si fa a sinistra, le posizioni assunte dalla cerimonia padana sarebbe comunque un errore. Sarebbe meglio esprimere con sincerità la preoccupazione per un alleato che non vede prospettive e cercare di offrirgliene, magari anche chiedendogli di cambiare qualche atteggiamento.
La tentazione di non prenderlo sul serio, di declassificare le sue posizioni politiche definendole preventivamente come sfoghi propagandistici non era serio in passato, lo è ancora meno oggi. Bossi ha attraversato un’ormai lunga stagione politica con abilità talora funamboliche, riuscendo quasi sempre ad assumere una collocazione baricentrica e determinante. Oggi le difficoltà del paese, della maggioranza e della stessa Lega lo mettono in una situazione difficile, dalla quale cercherà in qualche modo di divincolarsi. Questo può preoccupare ma deve essere considerato un problema comune, non solo suo.